In una domenica
nera come il flusso venale
ti porterei in chiesa
ti consumerei sull'altare.
Durante la messa
infilerei due dita
tra le labbra della vulva
e toccherei le corde del tuo orgasmo
sui rintocchi delle campane.
Vorrei venire in faccia al prete
col mio sperma maledetto
ed attaccargli un'infezione
che lo divori nel retto.
Sulle immagini dei santi
piscio sangue a volontà
che il mio sangue maligno
ribolle di voluttà.
Ti spoglierei nelle catacombe
condividendo un santo sepolcro
con un dotto uomo di chiesa;
feconderemo insieme il seme di un mostro.
- J
\\ POESIA IN LIBERTÀ \\ Siamo cinque admin: J, poeta; O, giornalista; K, redattore; E, narratore; S, illustratore.
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lunedì 31 ottobre 2016
domenica 18 settembre 2016
-- SENZA TITOLO --
Graniti prendono il posto
di sabbie del tempo;
il soffio della penna
mi ha reso l'amante
che risponde alle sue lettere.
Non si parla
solo di stelle
e giumente notturne:
li conosce per bene.
Mi invita a rubare
i fruscii dell'erba
e le corse in treno;
vuole che inventi nuove storie.
Spesso è acerba
e dà la colpa a me.
Dice che sono distratto!
Mi desse un cannocchiale
se vuole che guardi
più a fondo nelle cose,
e dell'ossigeno
per risalire in superficie.
Chi è l'Altro?
La penna non dice il suo nome.
Non la cavi
con le lame più affilate
dal mio cuore.
Chi dice di averla rubata
l'ha solo emulata;
chi dice di odiarla
è il primo a bramarla;
chi dice che scrivo
mi dà del pittore;
per chi suono
sono un danzatore.
E allora
abbandoniamo i versi
sulle sponde dei mari
che un giorno cadranno
sui vostri cappelli.
Io e le cose siamo un regno:
non basta la parola insetticida
a soffocarci.
- J
lunedì 29 agosto 2016
SOUVENIR
Voglio le onde c'era
raccontarvi si rincor- il disco
di una revano della Luna
riva dagli su una
scogli parete
al bagnasciuga viola
da qual- mi come il
che parte sentivo corallo
rannicchiato chiuso in una
ridacchiava in un sfera
il Sole souvenir di
vetro
volevo per non tra i
che sentirmi bagnanti
qualcuno fuori spensierati
provasse luogo
lo
stesso
dopo poco qualche e l'immenso
cominciava chiacchera vociare
il crepitio tra le del mare
dei falò conchiglie
sarei andato prima finché
a fermare di non ne avrei
le lancette sprofondare avuto
del tempo sotto abbastanza
altri
granelli
ero un'unità allora se ero
con la superficie la Terra catturato
e lo sfondo era dalla tela
davvero di un
piatta quadro
memoria, chi è perché
fantasia, l'artista? i miei
ricordo chi è sensi
il pennello? dipingono,
chi è non
il colore? fotografano.
raccontarvi si rincor- il disco
di una revano della Luna
riva dagli su una
scogli parete
al bagnasciuga viola
da qual- mi come il
che parte sentivo corallo
rannicchiato chiuso in una
ridacchiava in un sfera
il Sole souvenir di
vetro
volevo per non tra i
che sentirmi bagnanti
qualcuno fuori spensierati
provasse luogo
lo
stesso
dopo poco qualche e l'immenso
cominciava chiacchera vociare
il crepitio tra le del mare
dei falò conchiglie
sarei andato prima finché
a fermare di non ne avrei
le lancette sprofondare avuto
del tempo sotto abbastanza
altri
granelli
ero un'unità allora se ero
con la superficie la Terra catturato
e lo sfondo era dalla tela
davvero di un
piatta quadro
memoria, chi è perché
fantasia, l'artista? i miei
ricordo chi è sensi
il pennello? dipingono,
chi è non
il colore? fotografano.
-J
(Claude Monet - Scogliera di Étetrat al tramonto)
domenica 21 agosto 2016
DOMENICA
Silenzio pesante.
Il sole
batte
sui tetti
e
non una singola voce
non una singola cellula
pulsa nelle arterie
asfaltate
della città.
Il vuoto mi contagia.
Sei grigia anche sul verde.
Se tutti i giorni
fossero
uguali
e tutti
ugualmente
felici,
tu, domenica,
saresti la stessa:
vecchia, idiota, bavosa
giornata di tedio.
- J
Il sole
batte
sui tetti
e
non una singola voce
non una singola cellula
pulsa nelle arterie
asfaltate
della città.
Il vuoto mi contagia.
Sei grigia anche sul verde.
Se tutti i giorni
fossero
uguali
e tutti
ugualmente
felici,
tu, domenica,
saresti la stessa:
vecchia, idiota, bavosa
giornata di tedio.
- J
sabato 20 agosto 2016
A ME STESSO
Ti porterò
a vedere
l'imbrunire
nei crocevia
dei quartieri
per farti
domare
l'ira
rimettere
a nuovo
invecchiate
le corde
della lira.
Ti porterò
lontano da
quei libri
su cui
perderai
la vista,
somministrerò
la cura
alle tue
angosce
alle tue
remore.
A spasso
porterò
anche quei
cani
dell'inferno
chiusi a chiave
nella stiva
dell'odiato
tuo
scrittoio.
Forse
non vivrai
giornate più
felici
tra tutte
quelle
inutili e
sprecate.
L'ombra è
la migliore
compagnia
se ti
senti
ancora vivo,
perché tu
non hai
bisogno
d'altro.
- J
a vedere
l'imbrunire
nei crocevia
dei quartieri
per farti
domare
l'ira
rimettere
a nuovo
invecchiate
le corde
della lira.
Ti porterò
lontano da
quei libri
su cui
perderai
la vista,
somministrerò
la cura
alle tue
angosce
alle tue
remore.
A spasso
porterò
anche quei
cani
dell'inferno
chiusi a chiave
nella stiva
dell'odiato
tuo
scrittoio.
Forse
non vivrai
giornate più
felici
tra tutte
quelle
inutili e
sprecate.
L'ombra è
la migliore
compagnia
se ti
senti
ancora vivo,
perché tu
non hai
bisogno
d'altro.
- J
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